
perlstyle - Guida allo stile Perl

Ogni programmatore avrà, ovviamente, le sue preferenze riguardo alla formattazione, ma qui ci sono alcune linee guida generali che renderanno i vostri programmi più facili da leggere, capire e manutenere.
La cosa più importante è che i programmi vengano sempre fatti girare con il flag -w.
Può essere disabilitato esplicitamente per particolari porzioni di codice con la direttiva no warnings o la variabile $^W se proprio è necessario.
Dovreste anche scrivere sempre con use strict o essere ben coscienti delle ragioni per cui non lo state facendo.
Anche le direttive use sigtrap e use diagnostics possono rivelarsi utili.
Riguardo all'estetica del codice, l'unica cosa che davvero importa a Larry è che la graffa finale di un blocco di codice su più righe sia allineata con la parola chiave che ha aperto il costrutto. A parte questo, lui ha altre preferenze ma non sono così fondamentali.
else su una riga a parte.and e or).Larry ha le sue ragioni per ognuna di queste cose, ma non pretende che il cervello di tutti gli altri lavori come il suo.
Qui ci sono altre questioni più sostanziali su cui riflettere:
open(PIPPO,$pippo) || die "Impossibile aprire $pippo: $!";
è meglio di
die "Impossibile aprire $pippo: $!" unless open(PIPPO,$pippo);
perché il secondo modo nasconde il punto principale dell'istruzione con un modificatore. D'altra parte
print "Avvio analisi\n" if $verboso;
è meglio di
$verboso && print "Avvio analisi\n";
perché il punto principale non è se l'utente abbia scritto - o meno.
Inoltre, solo perché un operatore vi lascia sottintendere degli argomenti di default, non vuol dire che dovete utilizzare i default. I default sono lì per i programmatori pigri che stanno scrivendo programmi "usa e getta". Se volete che il vostro programma sia leggibile, fareste meglio ad esplicitare gli argomenti.
Sulla stessa lunghezza d'onda, solo perché POTETE omettere le parentesi in molti casi, non vuol dire che lo dobbiate fare:
return print reverse sort num values %array;
return print(reverse(sort num (values(%array))));
Quando siete in dubbio, mettete le parentesi. Se non altro consentiranno a qualche balordo di giocare con il tasto % in vi.
Anche se non siete in dubbio, considerate la sanità mentale della persona che dovrà manutenere il codice dopo di voi, e che probabilmente metterà le parentesi nel posto sbagliato.
last che permette di uscirne anche a metà. Solo, rendetelo un po' più visibile diminuendo il rientro da destra.
LINEA:
for (;;) {
istruzioni;
last LINEA if $foo;
next LINEA if /^#/;
istruzioni;
}
$] ($PERL_VERSION usando English) per verificare che ci sia. Il modulo Config inoltre vi dà la possibilità di interrogare i valori determinati dal programma Configure quando è stato installato il Perl.$nomi_come_questi che $NomiComeQuesti, specialmente per chi non parla il vostro stesso linguaggio. È anche una semplice regola che è coerente con NOMI_COME_QUESTI.
I nomi dei package sono spesso un'eccezione a questa regola. Il Perl si riserva informalmente i nomi di modulo in minuscolo per le direttive come integer e strict. Gli altri moduli dovrebbero iniziare con una lettera maiuscola e utilizzare MaiuscoleAdInizioParola, possibilmente senza trattini bassi per via di limitazioni in file system primitivi che devono rappresentare il nome del modulo come nome di file che deve entrare in una manciata di byte.
$TUTTO_MAIUSCOLO solo costanti (attenzione ai conflitti con le variabili perl!)
$Qualche_Maiuscola globali/statiche in un package
$tutto_minuscolo variabili di funzione my() o local()
I nomi di funzioni e metodi sembrano andare meglio tutti in minuscolo. Ad es. $obj->as_string().
Potete utilizzare un trattino basso iniziale per indicare che una variabile o funzione non dovrebbe essere utilizzata al di fuori del package che l'ha definita.
/x e metteteci un po' di spazi per farla assomigliare un po' meno a una sequenza insensata di caratteri. Non utilizzate la barra (/) come delimitatore se la vostra espressione regolare contiene barre o backslash.&& e ||. Chiamate le vostre subroutine come se fossero funzioni od operatori di lista per evitare eccessive "e commerciali" e parentesi.print <<FINE, NdT] invece di ripetere tante istruzioni print(). $IDX = $ST_MTIME;
$IDX = $ST_ATIME if $opt_u;
$IDX = $ST_CTIME if $opt_c;
$IDX = $ST_SIZE if $opt_s;
mkdir $dirtmp, 0700 or die "errore in mkdir $dirtmp: $!";
chdir($dirtmp) or die "errore in chdir $dirtmp: $!";
mkdir 'tmp', 0777 or die "errore in mkdir $dirtmp/tmp: $!";
STDERR, includere il nome del programma che ha causato il problema, la chiamata di sistema fallita ed i suoi argomenti, e (MOLTO IMPORTANTE) dovrebbe contenere l'errore standard restituito dal sistema operativo per capire cosa non è andato bene. Di seguito un esempio molto semplice ma sufficientemente esplicativo:
opendir(D, $dir) or die "errore in opendir $dir: $!";
tr [abc]
[xyz];
use strict e use warnings (o -w). Considerate la possibilità di rilasciare ad altri il vostro codice. Considerate la possibilità di cambiare interamente la vostra visione del mondo. Considerate... beh, lasciamo stare.C<> per i nomi di funzioni, variabili e moduli (e più in generale qualsiasi cosa che può essere considerata parde del codice, come i filehandle oppure degli specifici valori). Va notato che i nomi delle funzioni sono considerati più leggibili con le parentesi dopo il nome, cioè come in funzione().B<> per i nomi dei comandi come cat oppure grep.F<> oppure C<> per i nomi dei file. F<> dovrebbe essere il solo codice Pod per i nomi di file, ma dato che molti formattatori di Pod lo visualizzano in corsivo, i path di Unix e Windows con i loro slash e backslash [barre e barre inverse, NdT] possono essere meno leggibili e meglio riprodotti con C<>.
La versione su cui si basa questa traduzione è ottenibile con:
perl -MPOD2::IT -e print_pod perlsytle
Per maggiori informazioni sul progetto di traduzione in italiano si veda http://pod2it.sourceforge.net/ .
Traduzione a cura di Aldo "dada" Calpini.
Revisione a cura di dree.